Vincitori 2025
Premio Doc: SHARK PREYED
Italia, 2024, 45’
Regia di Marco Spinelli
Motivazione: un documentario che dimostra come la narrazione possa nascere dall’osservazione della realtà e trasformarsi, attraverso lo sguardo soggettivo del regista, in un’opera di forte impatto. “Andrea e Marco Spinelli, ottimo lavoro”, ha commentato il direttore artistico.
Premio Movie: HUNGRY
Arabia Saudita, 2024, 23’
Regia di Ali Al Momen
Motivazione: la storia di Mohammed, che potrebbe essere quella di molti di noi. Un film che racconta come il cibo – soprattutto quello fast e ipersalato – possa diventare ossessione, fino a causare problemi. La via d’uscita? Una combinazione di spavento e affetto, con due donne che lo riportano sulla strada giusta con la fermezza e il sorriso di chi vuole davvero bene.
Premio Animation: JUS D'ORANGE
Francia e Polonia, 2024, 13’ 45’’
Regia di Alexandre Athané
Motivazione: un’animazione disegnata a mano che racconta la vicenda di Toni e delle sue amate arance: il sogno e la passione di una vita messi in pericolo dal cambiamento. Una poetica che solo l’animazione sa restituire con tanta intensità, capace di toccare tutti e di lasciare un insegnamento.
Premio Speciale Miglior Opera sul Territorio - Premio Ascom Bergamo: LA DONNA DELLA FRESA
Italia, 2025, 37’ 35″
Regia di Walter Bencini
Motivazione: un film che racconta con immagini evocative e parole efficaci la storia di Rosa e del fratello Tommaso, allevatori e imprenditori capaci di unire passione, sacrificio e qualità. La loro vita segue il ritmo delle stagioni e delle 650 pecore a cui dedicano quasi ogni giorno dell’anno. Un racconto che celebra la memoria e, al tempo stesso, invita a riflettere sul futuro.
Premio Speciale della Direzione Artistica - Premio intitolato a Emanuele Prati: INHABITED SPACE AND THE MYSTERY OF WATER AND EARTH
Italia, 2023, 43’ 17″
Regia di Neto Leão
Motivazione: l’italo-brasiliano Neto Leão firma un’opera che unisce terra, acqua e fuoco, trasformandoli in poesia della memoria, tema portante del Festival 2025. “Questa roba, che l’esperienza del quotidiano odierno percepisce come obsoleta, apre uno spazio dove i miracolosi palliativi dell’ipermodernità alla condizione umana possono essere giudicati per quello che sono e fanno. Tra accettarli o subirli, senza troppe celebrazioni, c’è sempre la possibilità di schivarne qualcuno, nella consapevolezza che ad una rinuncia non corrisponda una perdita”, recita la motivazione.
